Mese: Novembre 2023

Zuppa Valdostana

Zuppa alla Valdostana: il sapore della tradizione

La Zuppa alla Valdostana, conosciuta anche come soça, è uno dei piatti più caratteristici della cucina della Valle d’Aosta. Questa pietanza, nata dalla saggezza popolare e dalla necessità di evitare lo spreco di pane raffermo, si è trasformata in un simbolo culinario della regione, apprezzato per il suo sapore ricco e avvolgente. 

Origini e storia della Zuppa Valdostana 

Questa zuppa ha origini umili, risalenti a un tempo in cui la cucina era soprattutto creatività e capacità di adattamento. La Valle d’Aosta, con le sue terre montuose e i rigidi inverni, ha sempre richiesto piatti sostanziosi e nutrienti.  

La zuppa alla Valdostana, con la sua combinazione di ingredienti semplici ma genuini, rappresenta perfettamente la tradizione culinaria della regione

Zuppa Valdostana con Verza e Fontina: gli ingredienti 

La ricetta di base prevede l’utilizzo di cavolo verza, pane casereccio, fontina DOP, aglio, olio, brodo di carne e, a volte, carne. La preparazione è un vero e proprio rituale che inizia con il soffritto di aglio e olio, seguito dalla cottura della verza in padella. 

Strati di pane casereccio e fontina vengono alternati, mentre il brodo di carne viene aggiunto per ammorbidire il pane e insaporirlo ulteriormente. La zuppa viene infine gratinata in forno fino a quando la superficie non diventa croccante e dorata. 

Varianti e personalizzazioni 

Come molte ricette tradizionali, la Zuppa alla Valdostana offre spazio per la creatività e l’adattamento personale. Le famiglie locali, nel corso degli anni, hanno sviluppato varianti della ricetta originale. La fontina può essere sostituita con altri formaggi a pasta filata, come la toma, e il brodo di carne può essere sostituito con una versione vegetale per una variante vegetariana. Per un tocco di sapore aggiuntivo, alcuni aggiungono dadini di pancetta rosolati o aromi come la noce moscata. 

La nostra Zuppa Valdostana 

La versione tradizionale di questa deliziosa zuppa, che si può degustare presso il Ristorante Lou Tchappè di Cogne, nota anche come “soça” è di Cogne. Presenta un mix di cavolo verza, porri, patate, carne messata (carne lasciata sotto sale e spezie di montagna per qualche giorno), il tutto viene prima lessato e successivamente gratinato in forno con burro e fontina DOP.  

Questa combinazione di ingredienti conferisce alla zuppa un sapore unico e avvolgente, rappresentando un’autentica celebrazione dei prodotti locali e delle tradizioni culinarie della Valle d’Aosta. 

E per gustarla al meglio, il nostro consiglio è di abbinarla a uno dei Vini Rossi Valdostani.  

Insomma, la Zuppa alla Valdostana è molto più di un semplice piatto; è un viaggio nei sapori autentici e nelle tradizioni culinarie di una regione montuosa ricca di storia e cultura. Preparare e gustare questa zuppa significa immergersi in un mondo dove la semplicità degli ingredienti si fonde con la maestria della tradizione, regalando un’esperienza gastronomica indimenticabile.  

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Fontina Valdostana

Fontina Valdostana: origine, caratteristiche e abbinamenti

La Fontina DOP e la Valle d’Aosta sono un binomio indissolubile, un connubio che dà vita a uno dei formaggi più pregiati e amati in Italia e nel mondo. La Fontina DOP è un formaggio a Denominazione d’Origine Protetta, caratterizzato dal profumo avvolgente del latte, dal sapore dolce e dalla pasta morbida, elastica e fondente in bocca. Ma cosa rende davvero unica questa prelibatezza valdostana? 

Origini e storia della Fontina Valdostana 

Il nome “Fontina” ha radici antiche, forse legate all’alpeggio di origine chiamato “Fontin” o al villaggio di Fontinaz. Altri sostengono che l’etimologia derivi dalla facilità con cui la pasta del formaggio si scioglie al calore. La Fontina è menzionata già nel Quindicesimo secolo, ma la sua denominazione di origine arriva solo nel 1955

Fin dalle sue origini, la produzione della Fontina DOP è strettamente legata al territorio della Valle d’Aosta. Il formaggio nasce da latte intero, crudo, proveniente da razze bovine selezionate come la Valdostana Pezzata Rossa, la Valdostana Pezzata Nera e la Castana. Gli animali si nutrono di erba d’alpeggio in estate e fieno d’inverno. Questa attenzione alla qualità del latte e alle tradizioni casearie conferisce alla Fontina DOP un carattere unico. 

Caratteristiche della Fontina DOP 

La Fontina DOP si presenta con una crosta sottile e compatta, color arancio-marrone, e una forma cilindrica appiattita di circa 9 kg. La pasta, di colore avorio o giallo paglierino, varia in intensità a seconda della stagionatura. La sua occhiatura caratteristica è sparsa e rada. Al palato, la Fontina DOP si distingue per la sua morbidezza, il sapore piacevole e un aroma che va dal delicato e burroso nelle forme giovani a toni fruttati e sfumature di noci nelle forme più stagionate. 

Fontina Valdostana: è davvero senza lattosio? 

La Fontina DOP si distingue non solo per il suo profilo gustativo unico ma anche per la sua natura particolarmente amica della digestione. Uno degli elementi che la rende adatta a un’ampia gamma di consumatori è la quasi assenza di lattosio

Nella fase di produzione, il lattosio, zucchero del latte, è pressoché assente, poiché la gran parte di esso rimane nel siero. La parte residua di lattosio subisce un processo di fermentazione grazie all’azione dei batteri lattici impiegati nella delicata tecnologia di caseificazione del latte crudo.  

Questo lo rende una scelta ideale per coloro che sono sensibili al lattosio. Inoltre, durante la stagionatura, le caseine, proteine del latte di elevato valore biologico, vengono scomposte in molecole più facilmente assimilabili dall’organismo umano, contribuendo ulteriormente alla digeribilità di questo formaggio pregiato

Valori nutrizionali della Fontina DOP 

La Fontina DOP non è solo una delizia per il palato ma offre anche un profilo nutrizionale interessante. Con un elevato valore energetico, è un formaggio gustoso e digeribile, anche ricco di calcio, sodio in quantità moderate e vitamine come la A e la B2

Inoltre, la presenza di grassi saturi a catena corta/media lo rende un formaggio con un basso contenuto di colesterolo, con valori più vicini ai minimi rispetto ai massimi comuni ad altri formaggi. L’apporto di omega-3 e omega-6 contribuisce al suo valore nutrizionale complessivo. 

Abbinamenti e ricette con la Fontina Valdostana 

La versatilità della Fontina DOP si riflette nelle sue molteplici applicazioni culinarie. Questo formaggio può essere gustato direttamente a tavola o utilizzato in ricette gourmet. La fonduta valdostana è un piatto iconico che esalta appieno il sapore della Fontina DOP. Questa preparazione semplice e deliziosa combina formaggio, latte, burro e uova fresche, racchiudendo l’autentico spirito della tradizione montana della Valle d’Aosta. 

Oltre alla fonduta, la Fontina Valdostana si sposa bene con diversi piatti della tradizione valdostana come antipasti, primi e secondi, e viene usata per le Crespelle alla Valdostana e per la Polenta Concia. Si abbina perfettamente a pasta, carni e verdure. Può essere utilizzata per preparare panini e toast grazie alla sua capacità di fondere in modo uniforme. 

Insomma, la Fontina Valdostana DOP è molto più di un formaggio: è una testimonianza delle tradizioni artigianali e dell’amore per il territorio della Valle d’Aosta. La sua versatilità in cucina, insieme alle sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali, la rendono una scelta apprezzata sia dagli intenditori che dai cuochi creativi. Celebrare la Fontina DOP significa onorare una lunga storia di eccellenza casearia, radicata nelle montagne ma apprezzata in tutto il mondo.  

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Affinamento Vino

Alla scoperta dell’Affinamento del Vino in miniera

L’affinamento del vino è un processo cruciale che dona al nettare degli dei la sua complessità, il suo carattere distintivo e la sua raffinatezza. Una pratica antica che ha attraversato i secoli, l’affinamento del vino oggi assume una nuova dimensione affascinante, in particolare quando si parla dell’affinamento nella Miniera di Costa del Pino di Cogne, un luogo intriso di storia e caratteristiche uniche. 

Affinamento del Vino: cosa significa? 

Una volta che il mosto completa la fermentazione alcolica, trasformandosi ufficialmente in vino, siamo di fronte a un prodotto ancora in fase di crescita e maturazione.  

Il periodo cruciale tra la conclusione della fermentazione e l’imbottigliamento è ciò che gli esperti definiscono “maturazione del vino”. Tuttavia, l’avventura del vino non si ferma con l’imbottigliamento. Entra in scena l’affinamento del vino, un processo essenziale che si svolge anche dopo che il vino è sigillato nella bottiglia.  

Il periodo di affinamento può variare notevolmente da un vino all’altro, con un minimo di tre mesi dopo l’imbottigliamento. Durante questo intervallo, il vino subisce un processo di trasformazione ulteriore, dove le caratteristiche organolettiche raggiungono la loro piena maturità e complessità. L’equilibrio tra aroma, sapore e struttura si affina, creando un prodotto che riflette appieno il suo potenziale. 

Da notare che le modalità di conservazione del vino giocano un ruolo fondamentale in questo processo. La temperatura, l’umidità, la luce e gli odori ambientali influiscono direttamente sulla qualità del vino durante il periodo di affinamento.  

Affinamento del Vino nella Miniera di Cogne 

Nel caso dell’affinamento in miniera, le condizioni ambientali giocano un ruolo chiave nell’evoluzione del vino. La Miniera di Costa del Pino di Cogne offre un ambiente unico per questo processo, con una altitudine di 2000 metri, temperature costantemente intorno ai 5°C e un’umidità relativa del 85% durante tutto l’anno. L’oscurità della miniera aggiunge un elemento distintivo, creando un’atmosfera ideale per il perfezionamento dei vini. 

I vini affinati nella Miniera di Cogne 

Tra i vini valdostani che traggono beneficio da questo particolare affinamento, spiccano due eccellenze della Valle d’Aosta: il Fumin e il Chambave Muscat

Il Fumin è un antico vitigno autoctono caratterizzato da una buccia dalla forte colorazione blu in maturazione. La sua maturazione tardiva, seguita da una vinificazione tradizionale e un successivo passaggio in legni diversi, conferisce al Fumin un carattere distintivo. Il risultato è un vino fine, elegante e complesso che esprime perfettamente il terroir unico della Valle d’Aosta. 

Il Chambave Muscat, proveniente dai vigneti di Chambave, è ottenuto dal Moscato bianco. Le uve di questo vitigno, coltivate in questa regione, esaltano le espressioni aromatiche, dando vita a un vino con un profondo carattere territoriale, ricco e di grande personalità. 

L’affinamento del vino nella Miniera di Costa del Pino di Cogne si rivela dunque come un’esperienza unica, in cui la combinazione di antiche tradizioni vinicole, condizioni ambientali straordinarie e varietà di uve autoctone crea un prodotto finale che è molto più di un semplice vino; è un’autentica espressione del territorio e della sua storia.  

Un viaggio sensoriale attraverso il gusto e l’aroma che porta il consumatore a scoprire la magia di un affinamento che avviene nelle profondità della terra, in un luogo speciale che conferisce un tocco unico a ogni goccia di vino. 

Miniere di Cogne

Miniere di Cogne: cosa sono, come arrivare e dove mangiare

Con oltre 100 km di gallerie, le miniere di magnetite di Cogne, tra le più alte d’Europa, offrono un’esperienza straordinaria. I visitatori possono intraprendere un viaggio di 1.5 km nella montagna a bordo del trenino utilizzato dai minatori, esplorando così il cuore della miniera. Il progetto ambizioso di aprire al pubblico questo luogo autentico permette di seguire le tracce delle generazioni di minatori e godere di un panorama mozzafiato dal Monte Bianco al Gran Paradiso. 

L’autenticità di questo luogo è sicuramente uno dei suoi punti di forza. L’atmosfera magica è accentuata dagli edifici antichi, il panorama spettacolare, gli utensili storici, le sale intatte come le hanno lasciate i minatori, e lo sferragliare del treno che accompagna i visitatori lungo la galleria di carreggio. 

Una curiosità? Alcuni tra i vini valdostani più pregiati vengono affinati proprio nelle Miniere di Cogne.  

Storia delle Miniere di Cogne 

L’estrazione dei giacimenti di magnetite a Cogne ha radici antiche, che risalgono al 1432, quando fu menzionato un atto di vendita riguardante il minerale di Liconi e la proprietà vescovile delle miniere e officine di Cogne. 

Nel 1679, a seguito di conflitti tra il vescovo e la comunità locale, le miniere furono vendute al Comune di Cogne. Nel 1800, il Dottor Emmanuel César Grappein introdusse una gestione comunitaria, mentre nel 1910 venne costruito il villaggio minatori di Colonna, diventando la miniera più alta d’Europa.  

Nel 1940, i 1.000 minatori che ci lavoravano estrassero 350.000 tonnellate di minerale e nel 1979 le miniere chiusero definitivamente

Nel 2017, i visitatori iniziano a visitare le gallerie di Costa del Pino, preservando così la storia delle miniere di Cogne. 

Informazioni sulla visita alle Miniere di Cogne 

La temperatura in miniera è di 7 gradi. I visitatori dovranno munirsi di scarpe da ginnastica o da trekking, giacca e pantaloni lunghi. Il caschetto con la pila frontale è fornito dalle guide, assicurando una visita sicura e completa. 

Esplorare le Miniere di Cogne significa non solo immergersi nella storia della regione ma anche vivere un’avventura unica nel cuore della montagna, tra le testimonianze di un’industria che ha segnato profondamente il territorio. 

Miniere di Cogne: come arrivare? 

A piedi 

  • 1h 30: passeggiata panoramica adatta a tutti. Prendere la navetta gratuita per Gimillan da Cogne, scendere a Montroz, e imboccare la pista sulla destra attraverso il ponte sul torrente. 
  • 1h 45: lasciare l’auto presso il Villaggio Minatori, nel parcheggio retrostante il nuovo Museo Minerario, e seguire a piedi le indicazioni per la Miniera. 
  • 2h30: Da Cogne, seguire le indicazioni per Gimillan e, alla Chiesetta di Montroz, imboccare la pista sulla destra attraverso il ponte sul torrente. 

In bici 

  • 1h: Con la bici da Cogne, seguire le indicazioni per Gimillan e, alla Chiesetta di Montroz, imboccare la pista sulla destra attraverso il ponte sul torrente.  

Se dopo la visita avete ancora tempo, in questo articolo abbiamo raccolto dei consigli su cosa vedere a Cogne. Inoltre, non potete lasciare la vallata senza avere provato i piatti della tradizione valdostana presso il Ristorante Lou Tchappè!

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Mecoulin

Mecoulin: il dolce natalizio tradizionale di Cogne 

Nel cuore della suggestiva Valle di Cogne, tra vette maestose e paesaggi incantevoli, si cela un tesoro gastronomico che ha saputo preservare nel tempo il legame indissolubile con la sua terra di origine: il Mecoulin.  

Questo dolce tipico, a differenza di molti altri prodotti locali, ha mantenuto salda la sua identità, riuscendo a diffondersi quasi solo nei confini del comune di Cogne, diventando un simbolo della tradizione culinaria locale. 

Gli ingredienti del Mecoulin: un legame con la terra e la storia 

Il Mecoulin è un pane dolce a lievitazione naturale, un tripudio di semplicità e genuinità che si riflette nella sua composizione. La ricetta prevede l’utilizzo di ingredienti che hanno radici profonde nella tradizione agricola della regione

Farina, uova, uvetta e burro, tutti provenienti da coltivazioni locali, si mescolano armoniosamente per dare vita a questo dolce avvolgente. Il tocco speciale è dato dal latte, prelevato dagli alpeggi circostanti, conferendo al Mecoulin un sapore unico e legato alla terra di Cogne. 

Mecoulin di Cogne: la Storia che profuma di antichità 

La storia del Mecoulin risale a tempi lontani, quando ogni famiglia di Cogne lo produceva ritualmente una volta all’anno nei forni comuni disseminati nei villaggi. Questa tradizione, ancor oggi viva e pulsante tra gli abitanti di Cogne, si rinnova con la produzione casalinga di Mecoulin nei rimanenti forni comuni con l’arrivo delle prime nevi.  

Ogni famiglia custodisce con gelosia la propria ricetta tramandata di generazione in generazione. La panetteria Maison du Goût, ad esempio, si fregia della ricetta della “Nonna Maria”, mantenendo viva la tradizione e offrendo un assaggio autentico del passato. 

La magia del Mecoulin tutto l’anno 

Un tempo, il Mecoulin era riservato alle celebrazioni natalizie, ma oggi è possibile gustarlo in ogni periodo dell’anno. Un luogo incantato dove questa prelibatezza è disponibile è il Ristorante Lou Tchappè di Cogne, che vanta l’esclusiva della panetteria più antica e rinomata della zona: La Maison du Gout. La magia del Mecoulin si sprigiona in ogni boccone, e il suo aroma avvolgente si fonde con la storia di Cogne. Tuttavia, la ricetta originale rimane un segreto ben custodito, condiviso solo tra le mura di questa antica panetteria. 

L’Arte dell’abbinamento: vino e zabaione 

Il Mecoulin, con la sua dolcezza avvolgente e la consistenza soffice, si presta magnificamente a molteplici abbinamenti. I palati raffinati possono accostare questo dolce tradizionale a un vino dolce, magari proveniente dalle vigne circostanti. Per un’esperienza ancora più sublime, la crema fresca di zabaione si rivela una compagna perfetta, enfatizzando la delicatezza del Mecoulin. 

Insomma, il Mecoulin si erge come un ambasciatore del gusto e della tradizione di Cogne, un dolce che ha attraversato le epoche senza perdere la sua autenticità. Che sia Natale o una giornata qualsiasi, il Mecoulin è pronto a conquistare i cuori di coloro che desiderano assaporare la magia di Cogne in ogni morso. 

Lumache alla Bourguignonne

Lumache alla Bourguignonne: ingredienti e abbinamenti

Le lumache alla Bourguignonne rappresentano un piatto iconico della cucina francese, rinomato per la sua ricchezza di sapori e la raffinatezza della preparazione. Questa prelibatezza culinaria, originaria della regione della Borgogna, incarna l’eleganza e la tradizione della gastronomia francese, che nel tempo è stata tramandata anche alla cucina valdostana.  

Gli ingredienti  

Lumache di Borgogna 

Le lumache, conosciute anche come escargot, sono una delizia culinaria diffusa in molte culture del mondo. Tuttavia, le lumache alla Bourguignonne hanno una storia speciale nella cucina francese. La varietà più comunemente utilizzata è la Helix pomatia, o lumaca di Borgogna, nota per la sua carne tenera e saporita. 

Raccolte in modo sostenibile, sono chiaramente l’elemento fondamentale delle lumache alla Bourguignonne. La loro carne, ricca di sapore, si sposa armoniosamente con la marinatura e gli aromi distintivi della preparazione. 

Burro d’Alpeggio 

Il burro gioca un ruolo cruciale nella preparazione delle lumache alla Bourguignonne. In genere, viene utilizzato un burro d’alpeggio, preferibilmente non salato, per consentire agli altri ingredienti di esprimere appieno i loro sapori. Il burro, fuso con aglio e prezzemolo, avvolge le lumache in un abbraccio di cremosità e aroma

Aglio e Prezzemolo 

L’aglio, con il suo profumo robusto, e il prezzemolo fresco, con la sua nota erbacea, sono gli alleati perfetti per esaltare i sapori delle lumache. Questi aromi, uniti al burro, creano una marinatura che accompagna delicatamente le lumache, regalando loro un gusto avvolgente e ricco. 

Vino Rosso della Borgogna 

Il vino rosso della Borgogna, da poter sostituire con uno dei vini valdostani, è un componente essenziale della ricetta. La sua complessità e profondità di sapore si trasferiscono alle lumache durante la cottura, conferendo loro un carattere unico. La scelta di un buon vino è cruciale per garantire una perfetta armonia tra gli ingredienti. 

La tradizione delle Lumache alla Bourguignonne 

La tradizione delle lumache alla Bourguignonne affonda le radici nelle cucine dei monasteri della Borgogna nel Medioevo. Inizialmente, le lumache erano considerate un cibo modesto e abbondante, adatto ai giorni di digiuno. Col tempo, la ricetta si è evoluta, diventando un piatto raffinato apprezzato in tutto il mondo. 

La preparazione delle lumache alla Bourguignonne è un processo laborioso e artigianale che richiede pazienza e attenzione ai dettagli. La scelta degli ingredienti di alta qualità e la maestria nella preparazione sono elementi chiave per garantire un risultato finale eccellente

Abbinamenti

Pane Croccante 

Accompagnare le lumache alla Bourguignonne con fette di pane croccante è una scelta classica. Il pane assorbe la ricca salsa al burro e aiuta a catturare ogni goccia di sapore, creando un connubio perfetto tra consistenza e gusto. 

Lumache alla Bourguignonne: abbinamento del vino 

Niente si sposa meglio con le lumache alla Bourguignonne di un buon bicchiere di vino rosso valdostano. La complessità del vino si integra armoniosamente con la marinatura delle lumache, creando un’esperienza culinaria straordinaria. 

Insalata di campo 

Un’insalata fresca e croccante può essere il complemento ideale per bilanciare la ricchezza delle lumache. Le foglie di lattuga fresca, magari condite con una vinaigrette leggera, aggiungono un tocco di freschezza al pasto. 

Insomma, le lumache alla Bourguignonne sono un viaggio sensoriale nel cuore della cucina francese, ma ormai approdate anche fra i piatti valdostani.  Sperimentare con ingredienti di alta qualità e abbinamenti saggi permetterà di apprezzare appieno la complessità e l’eleganza di questa delizia culinaria, trasportando chiunque in un’autentica esperienza gastronomica. 

Vieni a provarle in uno dei migliori ristoranti di Cogne

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Vini Valdostani

Alla scoperta dei Vini Valdostani

La Valle d’Aosta, incastonata tra le maestose Alpi, non è solo una destinazione per gli amanti della montagna e degli sport invernali, ma è anche un luogo ricco di tradizioni culinarie e, in particolare, di vini unici.  

In questa breve guida, esploreremo la vasta gamma di vini valdostani, divisi tra rossi e bianchi, che riflettono la ricchezza del terroir e la maestria degli enologi locali

Vini Rossi della Valle d’Aosta 

Torrette  

Il Torrette è il vino rosso per eccellenza della Valle d’Aosta. Ottenuto da una sapiente miscela di diverse varietà di uve a bacca rossa, prevalentemente Petit Rouge, questo vino incarna l’anima di questa regione montuosa.  

La sua complessità aromatica e la struttura robusta lo rendono ideale per accompagnare piatti tradizionali valdostani come la fonduta e la polenta concia. 

Pinot Noir  

Il Pinot Noir, celebre vitigno francese, trova nella Valle d’Aosta un ambiente ideale per esprimere al meglio le sue caratteristiche. I vigneti valdostani conferiscono al Pinot Noir una nota unica, amalgamando il terroir montano con l’eleganza tipica di questo vitigno. Il risultato è un vino rosso con un bouquet aromatico complesso, adatto a accompagnare piatti a base di carne e formaggi stagionati. 

Fumin  

Il Fumin è un vino rosso che fa parte da sempre della tradizione enogastronomica della Valle d’Aosta. Caratterizzato da un colore intenso e da una struttura corposa, il Fumin si abbina perfettamente a piatti di carne, soprattutto quelli tipici della cucina valdostana, come la carbonada. 

Cornalin  

Il Cornalin è una varietà di uva rossa anticamente coltivata in Valle d’Aosta e recentemente riscoperta. Questo vino rosso si distingue per il suo carattere deciso, i profumi speziati, il sapore leggermente acido e il colore mediamente intenso. Perfetto da abbinare a salumi e formaggi locali, il Cornalin rappresenta un’autentica espressione del territorio. 

Mayolet  

Il Mayolet è un vino rosso leggero e fragrante, tipico del vigneto di centro Valle. Con il suo colore rosso rubino e i profumi floreali, è l’ideale per accompagnare carni bianche, aperitivi e antipasti di formaggi. La sua freschezza lo rende perfetto anche per le calde giornate estive. 

Nus Rouge  

Il Nus Rouge è un vino rosso che può vantare di essere forse il primo autoctono valdostano. Con le sue radici antiche questo vino rappresenta la storia enologica della regione, tanto che la leggenda lo colloca ai tempi di Ponzio Pilato. 

Caratterizzato da un sapore secco, note tanniche e colore intenso, il Nus Rouge è perfetto per chi desidera un abbinamento con alcuni salumi tipici della regione, come la Motsetta, ma anche con la Fontina e le carni rosse.  

Vuillermin  

Il Vuillermin è un vino rosso che proviene dall’ultimo vigneto identificato e recuperato in Valle d’Aosta, salvandolo dunque dall’estinzione. Con il suo colore rosso rubino, ricco di corpo e struttura, il Vuillermin è una scoperta da non perdere per gli amanti del buon vino. 

Gamay  

Il Gamay, un vitigno francese che risale al diciassettesimo secolo, trova nelle vigne valdostane un terreno ideale per esprimere tutta la sua vivacità. I vini Gamay della Valle d’Aosta sono caratterizzati da un colore rosso intenso-violaceo, una freschezza sorprendente, con note fruttate e un gusto leggero. Perfetto da abbinare a piatti di pesce e formaggi freschi. 

Vini Bianchi della Valle d’Aosta 

Blanc de Morgex e La Salle  

Il Blanc de Morgex e La Salle è un vino bianco eroico, coltivato nelle difficili condizioni delle vigne di alta montagna. Con il suo carattere fresco e minerale, questo vino, che si trova nella versione ferma o frizzante, si sposa perfettamente con piatti a base di pesce di montagna, come la Trota di Lillaz, e formaggi freschi. 

Petite Arvine   

La Petite Arvine, con la sua predisposizione alla coltivazione in alta quota viene anche soprannominato “vite dei ghiacciai“ ed è considerata la perla enologica della Valle d’Aosta.  

Questo vino bianco aromatico si distingue per la sua acidità vivace e i profumi floreali. Ideale per accompagnare piatti di pesce, risotti e formaggi di media stagionatura, la Petite Arvine è un’eccellenza da scoprire. 

Chardonnay 

Il Chardonnay, vitigno francese diventato famoso in tutto il mondo, trova spazio anche nelle vigne valdostane. In Valle d’Aosta, il Chardonnay sviluppa un profilo unico, arricchito dalle influenze del terroir alpino.  

Con la sua complessità aromatica, il Chardonnay valdostano è perfetto per accompagnare piatti di pesce e formaggi a pasta molle. 

Muscat de Chambave o Petit Grain  

Il Muscat de Chambave, o Petit Grain, è un vino bianco secco tipico della Bassa Valle d’Aosta. Con il suo colore paglierino, questo vino è perfetto per essere bevuto fuori pasto, come aperitivo o da abbinare a dolci e formaggi freschi. 

Pinot Gris  

Il Pinot Gris, una mutazione del celebre Pinot Noir, trova nella Valle d’Aosta un ambiente ideale per esprimere la sua eleganza e complessità.  

Caratterizzato da un corpo fresco e leggero e una piacevole acidità, il Pinot Gris valdostano si presta bene ad essere abbinato a piatti di pesce, formaggi a pasta molle e salumi delicati. 

Nus Malvoisie  

Il Nus Malvoisie è un bianco secco dal gusto gradevole, ideale per chi cerca un vino fresco e leggero. Questo vino è molto versatile, perfetto per accompagnare piatti a base di pesce, crostacei e formaggi freschi. 

Vini affinati nella Miniera di Cogne 

La Miniera di Cogne è un luogo unico dove alcune cantine hanno scelto di affinare i loro vini. Le condizioni costanti di temperatura e umidità offrono un ambiente ideale per il processo di invecchiamento dei vini. I vini affinati nella Miniera di Cogne sono spesso caratterizzati da una complessità aromatica e una struttura unica, risultato della lenta maturazione in questo ambiente suggestivo. 

Insomma, i vini valdostani offrono un viaggio unico attraverso sapori autentici e tradizioni enologiche millenarie. Dai rossi strutturati ai bianchi aromatici, la Valle d’Aosta si conferma come una destinazione imperdibile per gli amanti del buon vino e delle esperienze enogastronomiche autentiche

Cerchi un ristorante a Cogne con una buona selezione di vini valdostani? Da Lou Tchappè sappiamo consigliarti il miglior vino da abbinare ai piatti della tradizione! 

Cogne Cosa Vedere

Cosa vedere a Cogne? La nostra guida

La cittadina di Cogne, incorniciata dalle maestose montagne delle Alpi, è un gioiello nascosto nella regione della Valle d’Aosta.  

Il cuore di Cogne è il suo centro storico, che, nonostante le dimensioni raccolte, offre un’atmosfera affascinante. Tuttavia, sono i panorami naturali circostanti a catturare veramente l’attenzione, e se sei appassionato di escursioni, avrai l’opportunità di esplorare la bellezza montana che circonda la città. 

Inoltre, Cogne è meravigliosa in tutte le stagioni: in primavera quando fiorisce, in estate per lunghe e brevi escursioni, con il foliage autunnale oppure in inverno con la neve!  

Chiesa di Sant’Orso 

Il percorso di cose da vedere a Cogne inizia con la Chiesa di Sant’Orso, che domina il profilo della città. Costruita nel 1202, la chiesa ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, culminando nella ricostruzione totale nel 1642 a seguito di un’alluvione.  

All’interno, troverai cinque altari in legno del Settecento e decorazioni più recenti del 1960, realizzate dal pittore Nino Pirlato. La leggenda della sua costruzione aggiunge un tocco di fascino, narrando come le reliquie portate in una posizione desiderata dalla comunità tornassero misteriosamente alla riva opposta del fiume, indicando il luogo sacro. 

Casa dei Pizzi 

Di fronte alla Chiesa di Sant’Orso, sorge la Casa dei Pizzi, originariamente un luogo di sostegno per la comunità. Oggi ospita una mostra permanente di pizzo a tombolo, testimoniando la tradizione artigianale che ha radici nel 1665.  

La casa ha avuto diverse funzioni nel corso dei secoli, da ospedale a caserma dei carabinieri, fino a diventare il centro della produzione di pizzo a Cogne. 

Torre del Vescovo 

La Torre del Vescovo, nota anche come Chateau Royal, è uno degli edifici più antichi di Cogne, risalente al XII secolo. Originariamente destinata al Vescovo di Aosta, divenne un Castello Reale nel 1870.  

Oggi, dopo varie trasformazioni, è stata convertita in appartamenti residenziali, ma conserva la sua forma distintiva e la storia legata alla nobiltà. 

Grandze Place Commune 

La Grandze Place Commune è uno spazio che racconta la storia sociale di Cogne. Anticamente, qui si svolgevano le riunioni della comunità, la lettura dei comunicati comunali e la presa di decisioni importanti.  

Oggi, la piazza ospita case colorate e attività commerciali, mantenendo viva la memoria dei tempi passati. 

Prati di Sant’Orso 

I Prati di Sant’Orso, dichiarato Meraviglia Italiana, offre un’ampia distesa verde con una vista mozzafiato sul Gran Paradiso. Questo spazio protetto è ideale per passeggiate rigeneranti e, durante l’inverno, diventa una pista per gli sci di fondo. 

La Bataille de reines, una manifestazione tradizionale, si svolge qui, dando un tocco di folklore alla zona. 

Fontana di Ferro 

La Fontana di Ferro, risalente al 1816, celebra l’attività mineraria di Cogne. 

Realizzata in ghisa, è situata all’inizio del Prato di Sant’Orso, offrendo anche una magnifica vista sul Gran Paradiso e sulla Valnontey. 

Casa dell’Orologio 

La Casa dell’Orologio, costruita nel Settecento, è nota anche come Casa del Dottor Grappein, il medico filantropo. Gli interni presentano un corridoio decorato con voltini a crociera e focolari che sfiatano dai comignoli in pietra. 

Piazza Chanoux 

Infine, la Piazza Chanoux con il suo municipio e uno spazio espositivo dedicato alle miniere di Cogne è il luogo perfetto per concludere la tua visita.  

Questa piazza ha assunto un ruolo centrale nella divulgazione dei comunicati comunali e nella vita sociale della città nel corso degli anni. 

Cascate di Lillaz 

Se hai il tempo durante la tua visita a Cogne, non perderti le spettacolari Cascate di Lillaz, situate a breve distanza dalla città. Questo tesoro naturale offre uno spettacolo mozzafiato con le sue acque scroscianti che si tuffano tra le rocce, aggiungendo un ulteriore tocco di bellezza al tuo itinerario di esplorazione.  

Con la loro maestosità e la facile accessibilità, le Cascate di Lillaz sono una tappa imperdibile per chi desidera completare la propria esperienza nella suggestiva Cogne. 

Al termine della passeggiata, se vuoi provare alcuni dei piatti tipi della tradizione valdostana ti consigliamo Lou Tchappè, uno dei migliori Ristoranti di Cogne

Miniere di Cogne 

Tra le attrazioni da non perdere a Cogne, le Miniere di Cogne, tra le più alte d’Europa, sono un luogo che offre un affascinante viaggio nel passato industriale della regione. Questa antica miniera di magnetite, situata a Costa del Pino, con i suoi oltre 100 km di gallerie, testimonia l’importanza dell’attività estrattiva che ha plasmato la storia economica di Cogne. 

Attraverso visite guidate, i visitatori possono esplorare le gallerie sotterranee, scoprendo il duro lavoro dei minatori e la ricca storia mineraria della zona. Un’opportunità unica per immergersi nelle profondità della terra e comprendere il ruolo cruciale che la miniera ha svolto nello sviluppo di Cogne nel corso dei secoli. 

Naturalmente, per chi ha più tempo e ha voglia di godersi appieno la natura, consigliamo di immergersi nel Parco Nazionale del Gran Paradiso

Immagine: Betti1955, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Quali sono i salumi tipici della Valle d’Aosta?

La Valle d’Aosta, incastonata tra le maestose vette delle Alpi, è una regione italiana rinomata per la sua ricca tradizione culinaria. Tra i tanti tesori gastronomici che questa piccola regione alpina offre, i salumi occupano un posto di rilievo. Ogni paese della Valle d’Aosta ha le sue specialità, riflettendo la varietà di paesaggi e culture presenti in questa terra montuosa.  

In questo articolo esploreremo alcuni dei salumi più tipici della Valle d’Aosta, che vantano sapori unici e una lunga storia gastronomica. 

Lardo di Arnad: il tesoro della Valle d’Aosta

Il Lardo di Arnad è uno dei salumi più caratteristici della Valle d’Aosta. Ottenuto dalla parte più grassa del maiale, questo lardo viene stagionato in modo particolare.  

La carne viene messa a riposare con sale e spezie locali: il tutto viene lasciato stagionare per un periodo che varia dai tre ai quindici mesi. Il risultato è un lardo tenero e saporito, con un profumo aromatico avvolgente e un gusto che riflette l’ambiente alpino. 

Jambon de Bosses: il prosciutto crudo che si distingue 

Il Jambon de Bosses, conosciuto anche come prosciutto crudo di Bosses, è un altro gioiello della tradizione salumiera valdostana che viene prodotto nel paesino valdostano di Saint-Rhémy-en-Bosses. Questo prosciutto crudo è ottenuto da cosce di suino selezionate, che vengono salate e aromatizzate con una miscela di erbe aromatiche, prima di essere essiccate. 

Il risultato è un prosciutto dal sapore deciso e dalla consistenza delicata, che si presta perfettamente a essere gustato da solo o accompagnato da formaggi locali. 

Boudeun: la salsiccia di montagna con le patate

Il Boudeun è una salsiccia tipica della Valle d’Aosta, preparata con patate, lardo, sangue di suino o bovino, sale e spezie. Può essere consumato cotto (se poco stagionato) oppure crudo (se abbondantemente stagionato). Questa salsiccia dagli ingredienti poveri, ma ricca di gusto ha un sapore intenso tipico delle tradizioni culinarie di questa regione alpina.  

Motzetta: la carne essiccata valdostana 

La Motzetta è una specialità essiccata della Valle d’Aosta, preparata utilizzando carne di manzo, di cavallo o di camoscio. Dopo essere stata aromatizzata con erbe locali per quasi un mese, viene fatta essiccare per 30-90 giorni a seconda delle dimensioni.  

Questo processo le conferisce un sapore robusto, che si sposa perfettamente con i paesaggi montani della regione. La Motzetta è spesso servita affettata sottile come antipasto nei taglieri di salumi valdostani. 

Prosciutto crudo di Saint-Marcel: un’eccellenza della tradizione valdostana 

Il Prosciutto crudo di Saint-Marcel è un altro prodotto eccellente della tradizione salumiera della Valle d’Aosta, che nasce da suini allevati in regione e aromatizzato con i sapori della montagna.  

Il risultato è un prosciutto crudo dal gusto delicato e dalla consistenza morbida, che incarna la perfezione della tradizione valdostana. 

Teteun: il salume dalle mammelle bovine  

Il Teteun è una gemma meno conosciuta ma altrettanto pregiata della tradizione salumiera valdostana. Questo salume, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano, è preparato utilizzando mammelle bovine di razze autoctone valdostane.  

Il Teteun è spesso apprezzato per la sua consistenza tenera e il sapore distintivo, dato dal processo di salmistratura, che aggiunge una nota unica al panorama dei salumi della Valle d’Aosta. La sua inclusione nella lista delle specialità valdostane evidenzia la diversità e la ricchezza della tradizione culinaria di questa affascinante regione alpina

Ti è venuta voglia di assaggiare un bel tagliere di salumi valdostani? Ti aspettiamo in uno dei migliori ristoranti di Cogne per provare tutti i salumi della nostra regione! 

Dolci Valdostani: quali sono?

La Valle d’Aosta, incantevole regione del nord-ovest dell’Italia, è celebre non solo per i suoi paesaggi mozzafiato e le piste da sci impeccabili ma anche per la sua ricca tradizione gastronomica.  

Tra i tesori culinari della Valle d’Aosta, i dolci occupano un posto di rilievo, caratterizzati da ingredienti genuini e una maestria tramandata di generazione in generazione. 

In questo articolo, ci immergeremo nel mondo dei dolci valdostani, esplorando tre prelibatezze uniche: le Tegole Valdostane, la Crema di Cogne e il Mécoulin di Cogne. 

Tegole Valdostane: croccanti bontà dalla tradizione 

Le Tegole Valdostane sono dolci croccanti e sottili che ricordano, nella forma, le tegole utilizzate per coprire i tetti. Sono fatte con ingredienti semplici ma di alta qualità, come farina di mandorle e di nocciole, zucchero e albumi d’uovo. La preparazione della ricetta tradizionale richiede grande maestria artigianale: gli ingredienti vengono accuratamente dosati e mescolati per creare un impasto omogeneo che, una volta cotto, si trasforma in fragranti tegole dal sapore avvolgente. 

Le Tegole Valdostane sono perfette per chi cerca un dolce semplice ma pieno di gusto, ideali da gustare con un bicchiere di vino dolce valdostano o accompagnate da una crema al mascarpone. Vengono anche utilizzate come supporto per altri dolci, come la Crema di Cogne. 

Crema di Cogne: il dolce cuore della Valle d’Aosta 

La Crema di Cogne è un altro gioiello della pasticceria valdostana, con radici ben piantate nella tradizione locale. Si tratta di un dolce al cucchiaio a base di cioccolato fondente, cacao amaro, panna, latte, zucchero e uova, con l’aggiunta di estratto di vaniglia e rum. La crema viene lavorata con cura per raggiungere la consistenza morbida e il sapore avvolgente che la contraddistinguono. La ricetta autentica prevede l’utilizzo di latte fresco delle valli valdostane, conferendo alla crema un profumo e un gusto unici. 

La Crema di Cogne può essere gustata da sola oppure accompagnata dalle Tegole di Cogne di cui abbiamo già parlato. La sua versatilità la rende un’opzione deliziosa per soddisfare diverse preferenze di gusto. Per chi ama i sapori dolci e cremosi, la Crema di Cogne è una tappa imperdibile nel tour gastronomico della Valle d’Aosta

Mécoulin di Cogne: il tocco rustico della tradizione 

I legami profondi del Mécoulin con Cogne lo rendono una prelibatezza autentica.  

La ricetta del Mécoulin è una testimonianza della semplicità e della genuinità delle preparazioni tradizionali delle popolazioni di montagna. Con pochi e semplici ingredienti – farina, uova, uvetta, burro e latte – si crea un impasto che, con una lievitazione lenta, assume la forma di una montagna. Può essere mangiato da solo oppure accompagnato da creme fresche come lo zabaione.  

Questo dolce, ancorato alle radici della tradizione, oggi può essere gustato tutto l’anno ma solo presso il Ristorante Lou Tchappè di Cogne, che ha l’esclusiva della panetteria più antica e rinomata di Cogne (La Maison du Gout).

Tuttavia, è interessante notare che in passato, il Mécoulin veniva preparato esclusivamente durante le festività natalizie, aggiungendo un tocco di magia e festività a questa delizia di montagna. Assaporare il Mécoulin significa immergersi in una tradizione che abbraccia il territorio, celebrando l’autenticità e la storia di Cogne attraverso ogni morso di questa prelibatezza dolce. 
 

Chiunque abbia la fortuna di assaporare questi dolci avrà l’opportunità di immergersi in una gustosa esperienza che unisce maestria artigianale, ingredienti di alta qualità e un legame profondo con la ricca storia di questa affascinante regione italiana.